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La difesa dei diritti fondamentali nell’UE

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La tutela dei diritti fondamentali costituisce uno dei principi fondanti dell’Unione europea e rappresenta un elemento essenziale della sua identità costituzionale. Sebbene i Trattati istitutivi non contenessero inizialmente un catalogo organico di diritti, la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha progressivamente riconosciuto i diritti fondamentali come principi generali del diritto dell’Unione, ispirandosi alle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri e alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009, la tutela dei diritti fondamentali ha acquisito una base giuridica più solida. L’articolo 6 del Trattato sull’Unione europea (TUE) attribuisce alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea lo stesso valore giuridico dei Trattati, riconoscendola quale parametro vincolante per le istituzioni dell’Unione e per gli Stati membri quando attuano il diritto dell’Unione. La Carta raccoglie in un unico testo i diritti civili, politici, economici e sociali, articolati attorno ai valori della dignità, della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà, della cittadinanza e della giustizia.

La difesa dei diritti fondamentali è affidata a un sistema «multilivello». In primo luogo, la Corte di giustizia garantisce il rispetto della Carta e dei principi generali del diritto dell’Unione attraverso il controllo di legittimità degli atti delle istituzioni europee e l’interpretazione uniforme del diritto dell’Unione mediante il «rinvio pregiudiziale». Con questa espressione si intende la facoltà che i giudici nazionali hanno di «chiedere» alla Corte di Giustizia un’interpretazione vincolante della normativa europea nella sua applicazione a casi specifici in discussione nei tribunali nazionali. Il rinvio pregiudiziale ha reso centrale il ruolo della Corte di Giustizia dell’UE per l’applicazione delle norme europee. I giudici nazionali, dal canto loro, sono chiamati ad applicare direttamente la Carta nei casi in cui operano nell’ambito del diritto dell’Unione, assicurando una tutela effettiva ai singoli.

Sul piano politico, l’articolo 2 TUE identifica il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani come valori fondativi dell’Unione. Qualora uno Stato membro violi in modo grave e persistente tali valori, l’articolo 7 TUE prevede una procedura che può condurre alla sospensione di alcuni diritti derivanti dall’appartenenza all’Unione, incluso il diritto di voto in seno al Consiglio. Negli ultimi anni, inoltre, l’Unione ha sviluppato ulteriori strumenti di monitoraggio dello Stato di diritto, collegando anche l’erogazione di fondi europei al rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto.

La tutela dei diritti fondamentali nell’Unione europea si caratterizza inoltre per il dialogo tra ordinamenti. La Carta dei diritti fondamentali, la CEDU e le costituzioni nazionali operano in un rapporto di reciproco arricchimento, nel quale la Corte di giustizia, la Corte europea dei diritti dell’uomo e le corti costituzionali nazionali sono chiamate a ricercare un equilibrio tra uniformità del diritto dell’Unione e rispetto delle identità costituzionali degli Stati membri.

Permangono tuttavia alcune criticità. L’Unione non dispone di una competenza generale in materia di diritti fondamentali: la Carta si applica agli Stati membri soltanto quando essi danno attuazione al diritto dell’Unione (art. 51 della Carta). Inoltre, il mancato completamento del processo di adesione dell’Unione europea alla CEDU, dopo il parere 2/13 della Corte di giustizia, continua a rappresentare un limite all’integrazione del sistema europeo di tutela dei diritti.

Nel complesso, la protezione dei diritti fondamentali costituisce oggi una dimensione imprescindibile dell’integrazione europea. Essa non si limita alla garanzia delle libertà individuali, ma rappresenta uno strumento essenziale per assicurare il rispetto dello Stato di diritto, la legittimità democratica dell’azione dell’Unione e la fiducia reciproca tra gli Stati membri, elementi indispensabili per il funzionamento dell’ordinamento europeo.

L’Unione esiste per garantire uno spazio di sicurezza, libertà e giustizia, non è solo un mercato.

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